Nuovi Piatti Estivi al Bistrot
3 luglio 2017

 

L'Arena presenta la nuova veste del Caffè Dante


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Lo chef è Ivan Bombieri, 30 anni, nato in Lessinia e formatosi all’Enoteca Pinchiorri.
Menù per tutte le ore della giornata e spazio alle degustazioni di etichette di qualità.
Il Caffè Dante Ristoratore è diventato Bistrot.
Lo storico locale in piazza dei Signori, in gestione ad una società che fa capo alla famiglia Tommasi, riparte con una veste più giovane e disinvolta, come spiega il nuovo direttore Gianpaolo Spinelli, «offrendo alla clientela una serie di prodotti di altissima qualità a partire dall’ampia scelta della gastronomia alla specialità del bistrot, la protagonista del menù: la carne, tutta italiana e di razze pregiate, come la Fassona piemontese, ma anche di esemplari della Lessinia». E per far vedere questa qualità, altra novità del locale, è stato installato un frigorifero maturatore a vetri dove bistecche, costate e altri tagli sono tutti in bella vista e restano a frollare il tempo necessario fino al momento perfetto di andare in pentola o sulla griglia.L’idea è di proporre pranzo o cena ma anche di consumare piatti «veloci», come una selezione di prosciutti, tra cui una di maiali neri italiani ed esteri, oppure una porzione di pasta o un tagliere di formaggi, o un aperitivo con un piatto di assaggi di salumi.Lo chef è Ivan Bombieri, 30 anni, veronese originario di Erbezzo, che ha fatto esperienze in diversi locali italiani tra cui l’Enoteca Pinchiorri di Firenze. «Amo la tradizione locale: pasta, liscia e ripiena, tutta fatta in casa», spiega, «ma anche i dolci, dal tradizionale tiramisù alla Crema bruciata alla fava Tonka con nougatine di mandorle e gelato al caramello salato. L’idea è di offrire i piatti della nostra tradizione seguendo la stagionalità dei prodotti, prendendo spunto dalla varietà della cucina veneta con qualche invenzione, come, ad esempio, i ravioli di pasta fresca al nero di seppia ripieni di polenta morbida, baccalà mantecato e salsa di prezzemolo. Ma poi c’è il classico risotto all’Amarone con fonduta di Monte veronese e i bigoli integrali con le sarde. Per antipasto, o come piattino sfizioso, ho ideato il baccalà al vapore con crema di peperoni al forno, colatura di alici, pesto di erbette e chips di patata viola». Il accompagnato da un’ampia carta vini, prevalentemente veronesi e italiani, ma anche stranieri, come per l’accoppiata ostriche e Champagne. Con tantissime bottiglie disposte sugli scaffali e in bella mostra. Dario Tommasi, presidente della Tommasi Family Estates, ha voluto che il Caffè Dante bistrot potesse essere il luogo privilegiato dove degustare i vini delle varie tenute di proprietà (in Valpolicella e anche nell’ Oltrepò, in Toscana con il Brunello e la Maremma, la Puglia e l’Aglianico di Paternoster) e le numerose pregiate etichette veronesi e italiane «ambasciatrici» del nostro Paese in tutto il mondo. «Verona è una delle capitali mondiali del vino e i clienti devono godersi lo spettacolo delle etichette», conclude il direttore Spinelli. «Che aggiunto a quello della piazza dei Signori fa del Dante una vetrina privilegiata sulla città».

Elena Cardinali